sabato 22 maggio 2010

Long walk to Freedom


"Detto popolare: se vuoi nascondere qualcosa a un nero, mettilo dentro a un libro (perché, è sottinteso, non legge). O, ancora più esplicitamente, per dirla con il titolo di un articolo di Sihle Khumalo sul Times sudafricano: è un fatto, i neri non leggono. «In questo paese, che ha circa 50 milioni di abitanti, un libro basta che venda 5000 per essere considerato un bestseller. Questo può significare una sola cosa: i sudafricani - che per il 90% sono neri - non leggono». Reazioni pepatissime.
Qualcuno si offende dicendo che lui è un darkie, scuretto, ma legge tantissimo, qualcun altro spiega che il detto popolare non è sudafricano e risale invece alle piantagioni schiaviste americane, quando leggere e scrivere per i neri era un reato. Fioccano le spiegazioni. Scuole scadenti, solo l'8% delle quali con una biblioteca. Altre priorità: il lavoro, la casa, il cibo. «Il fatto che i bambini neri dovrebbero leggere cose senza alcun rapporto culturale con la loro vita, tipo Shakespeare, Macbeth, Poe».
Mancanza di case editrici nere. Mancanza di librerie - l'unica a Soweto, un milione di abitanti, ha chiuso in agosto. Mancanza di libri in nove delle undici lingue sudafricane, escluse cioè le «bianche» inglese e afrikaans. Ma l'autobiografia di Nelson Mandela Lungo cammino verso la libertà (Feltrinelli), che pure era stata tradotta dall'inglese in xhosa, e che ai sudafricani neri dovrebbe pur interessare, non è mai entrata in classifica. Vedremo cosa accadrà al suo nuovo libro Conversations with Myself, in ottobre.
Khumalo, scrittore, fornisce motivazioni anche politiche: «L'ultima cosa che il National Party voleva era tanti neri con qualche cultura e conoscenza» mentre oggi, sedici anni dopo la fine dell'apartheid, «il governo dell'Anc vorrebbe improvvisamente tanti sudafricani neri dalla mente aperta e dal forte bagaglio culturale?». Però cd e dvd sono diffusissimi, «la cultura pop nera è troppo occupata con l'hip-hop per aprire un libro», dice un altro editorialista sconfortato: un insegnante di Soweto, racconta, per verificare il detto popolare dal quale la polemica si è innescata, in gennaio ha nascosto una banconota da 100 rand in un volume della sua striminzita biblioteca, e ad aprile l'ha ritrovata intatta: significa che gli studenti sono asini oppure onesti?" (da Giovanna Zucconi, Mandela non fa bestseller, "TuttoLibri", "La Stampa", 22/05/'10)

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