venerdì 4 marzo 2011

Pasolini Calvino, Chandler: i romanzi ispirano i nuovi fumetti


"Ci vogliono sei pagine di una graphic novel, di un romanzo a fumetti insomma, per farne una di una storia scritta. Nell'epoca dell'ebook e dell'informazione concentrata, la scelta di BilBOlbul, il festival internazionale di fumetto che si è aperto ufficialmente ieri sera a Bologna (dura fino a domenica 6 marzo) e che ha scelto di dedicare uno dei suoi focus appunto al legame tra fumetto e letteratura, può apparire una scelta controcorrente (l'altro focus sui bambini avrà come protagonisti i Mumin, i piccoli troll della finlandese Tove Jansson).
Ma non è così: «La graphic novel sarà importante anche per definire alcuni dei problemi legati all'ebook, come la questione del diritto d'autore» spiega Edo Chieregato, dell'associazione culturale Hamelin che organizza il festival, giunto alla quinta edizione (30mila i visitatori nel 2010, oltre 300mila quelli via web). Chieregato cita tra gli anticipatori Pratt, Crepax, Il poema a fumetti di Dino Buzzati. E aggiunge: «Agli inizi del Novecento il fumetto è stato utile agli immigrati per imparare una nuova lingua; ora la graphic novel potrà avvicinare nuovi lettori ai romanzi».
Proibito illustrare è la parola d'ordine di Igort (anche lui tra i 150 artisti presenti a BilBOlbul 2011), uno dei maestri del fumetto italiano che con Parola di Chandler (l'antologia delle lettere dello scrittore pubblicata da quella Coconino Press di cui Igort è direttore editoriale) ha lanciato la sfida di «riportare alla luce i grandi testi della narrativa, attraverso la doppia dimensione delle parole e delle immagini» (nel caso di Chandler a dialogare con Igort è stato Sandro Veronesi). «La graphic novel - spiega - è un modo senza trucchi e senza scorciatoie per ritrovare capolavori dimenticati». Sognando di far diventare fumetto certe piccole storie noir di Jim Thompson, Igort guarda a Chandler e Hammett («maestri di sguardi»), alle foto di Wegee e ai quadri di Hopper. Ad affascinare Davide Toffolo (disegnatore, ma anche musicista) è stato invece «il metodo sempre critico verso la realtà di Pasolini» a cui ha dedicato appunto la sua graphic novel (Pasolini, Coconino Press). Nei fumetti di Toffolo ci sono anche altre suggestioni: dal Calvino di Palomar (per Il re bianco) alle tavole di Magnus (non tanto quelle di Alan Ford, quanto piuttosto quelle dello Sconosciuto).
Ma BilBOlbul celebra stavolta soprattutto un maestro come l'argentino José Muñoz e una «giovane» come l'italiana Vanna Vinci. A loro sono dedicate due grandi mostre allestite (fino al 10 aprile) al Museo archeologico (in tutta Bologna saranno 37 le esposizioni, suddivise in 52 spazi). «Come la vita ...» racconta essenzialmente il mondo del detective Alack Sinner (concepito da Muñoz con Carlos Sampayo) e dei suoi «grandi fratelli» (Sam Spade, Philip Marlowe e così via). Muñoz, che vede nel fumetto una versione aggiornata dei segni nelle grotte di Altamira, annuncia che presto si dedicherà allo Straniero di Camus e rivela la sua passione segreta: «Illustrare un dizionario, per raccontare le storie delle parole».
Anche nel lavoro «analitico e selvaggio» di Vanna Vinci (protagonista della mostra «Sulla soglia») si ritrovano numerosi rimandi letterari (Henry Miller, ma anche Lussu e Slataper, soprattutto per il personaggio di Aida) oltre a quelli prettamente visivi (specie per il recente Gatti neri, cani bianchi, Kappa edizioni) a cominciare dalla Monica Vitti di L'Avventura. I suoi sogni? «Illustrare Scott Fitzgerald e magari un saggio». Il futuro della graphic novel al tempo dell'ebook? «Forse è quello indicato da David Hockney, che le sue ultime opere le ha realizzate direttamente sull'iPad»." (da Stefano Bucci, Pasolini Calvino, Chandler: i romanzi ispirano i nuovi fumetti, "Corriere della Sera", 03/03/'11)

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