lunedì 9 marzo 2009

The Cult of the Amateur di Andrew Keen


"Le molte notizie provenienti dagli Stati Uniti negli ultimi giorni spingono sempre più a (ri)considerare il futuro digitale che attende il libro. E a chiedersi, semmai, di quale futuro c'è bisogno. Andiamo con ordine. Amazon ha presentato la nuova versione del Kindle, il lettore che potrebbe (vorrebbe) sostituire il modo tradizionale di leggere. Costa ancora un bel po' (360$) ma ha una biblioteca vastissima: è il supporto per circa 240.000 titoli e ne può contenere mille alla volta. L'inchiostro elettronico va, la funzionalità è ottima, i rimandi ad altri testi e a Wikipedia immediati. In più si possono leggere giornali, scaricare le mail, passare alla modalità audio (una voce automatica vi legge il libro) e molte altre cose. Forse non è il futuro, ma di certo è una fetta di mercato sempre più interessante, come gli e-book. Non a caso ieri la catena di librerie più grande del mondo, Barnes & Noble, ha annunciato di avere acquistato (per 15,7 milioni di $) il rivenditore online Fictionwise. Sempre su questo fronte Google, che sembra sempre più il Grande Fratello del web, ha investito ben 7 milioni di $ in pubblicità legale. Con questi soldi ha messo un annuncio sui giornali di tutti i Paesi della Terra (isole sperdute comprese) per dire che è a disposizione di autori ed editori per sanare il suo debito. Google ha già scannerizzato 7 milioni di titoli e ora, in seguito a una class action in America, ha stanziato quasi 125 milioni di $ per pagare il dovuto ai detentori dei diritti d'autore. Più che di una sanatoria si tratta di un ricatto: Google grazie a questo concordato obbliga gli editori a prendere atto di ciò che ha già fatto. Le conseguenze sono le stesse per chi accetta l'accordo o per chi ne sta fuori: Google continuerà a digitalizzare tutti i libri che riterrà. Gli editori europei (italiani compresi) guardano con preoccupazione alla questione, ma fare qualcosa di diverso dal subire è difficile. Ciò che invece bisogna fare è leggere un libro (esce da De Agostini fra un mese) di Andrew Keen. Si intitolerà da noi Dilettanti.com (The Cult of the Amateur) e il titolo è particolarmente azzeccato. Keen è un ex guru della Rete: sa di cosa parla. E rivela i pericoli cui la cultura va incontro, in un'epoca in cui è caduta qualsiasi distinzione (o coscienza) fra esperti e ignoranti, fra sapere condiviso, apparentemente democratico, e conoscenza garantita. Un libro coinvolgente, totalmente controcorrente e violentemente contro la teoria della 'coda lunga' di Chris Anderson, così di moda. Ci permette di ripensare cosa sta succedendo nel nostro modo di intendere e fare cultura. E poiché tutti sembrano d'accordo sulla rivoluzione digitale, sui nuovi modelli di giornalismo partecipativo, le recensioni dei lettori più o meno improvvisati, ecco che un elemento di sano richiamo dell'attenzione (chiamatelo pure conformismo) al modello che abbiamo costruito può essere davvero importante. Plagio, pirateria, dilettantismo: sono questi i pilastri sui quali fondare la nostra cultura futura?" (da Stefano Salis, Futuro digitale per i libri?, "Il Sole 24 Ore Domenica", 08/03/'09)

1 commento:

Valeria ha detto...

Grazie per aver pubblicato questo articolo che avevo già letto sul Sole 24 Ore, ma di cui ho perso la copia! Mi serviva proprio: per riportarlo sul blog letterario di cui mi occupo e a cui ho aggiunto una mia opinione. Qui il link: http://librisenzacarta.it/2009/03/18/futuro-digitale-per-i-libri/
Grazie anche per gli utilissimi link riportati nell'articolo.
Un saluto
Valeria