sabato 24 novembre 2007

Ingrid BETANCOURT, Forse mi uccideranno domani - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne - 25 novembre


"Mi chiamo Ingrid Betancourt, ho quarant'anni, e sono mamma di due bambini. Ho studiato in Francia dove ho imparato il significato di parole come 'democrazia' e 'libertà'. Ma il mio Paese è la Colombia. Sapete tutti quanto siano potenti da noi i cartelli della droga, questa droga che devasta i nostri figli, e di quanti omicidi siano i mandanti. Ma dietro queste organizzazioni mafiose c'è il mio popolo, un popolo coraggioso e fiero che vuole uscire da questo ingranaggio infernale.
E io, da ormai dieci anni, mi batto per il mio popolo. È pericoloso. I miei figli sono stati minacciati, ho dovuto separarmi da loro, mandarli in salvo. Per due volte, la mafia ha tentato di uccidermi. Sono consapevole del pericolo. Ma non mi faranno indietreggiare. Perché la speranza è là, davanti a me." (Ingrid Betancourt)
Forse mi uccideranno domani, l'autobiografia di Ingrid Betancourt (Sonzogno, 2002): "La vera domanda è se si possa continuare a vivere come se nulla fosse, facendo finta di non vedere i politici che vengono assassinati, la gente che muore di fame, che viene umiliata nei suoi diritti fondamentali. Per me non c'è altra scelta. Non posso accettare di essere colombiana senza fare il mio dovere per evitare che il mio Paese versi in una situazione inaccettabile."
Intervista a Ingrid Betancourt (da "Il Giornale")
Betancourt.info
"Sur les traces d'Ingrid" (da EducWeb.org)

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