venerdì 12 settembre 2008

L'inchiostro variopinto di Federico Zeri


"Digiti 'Madonna' e, miracolo, te ne appaiono 9727. Precisi meglio, digitando 'Madonna con bambino', e ne scopri 8028! E sì, ormai clicchi Fondazione Zeri e, d'incanto, ci sei dentro, nel Paese delle meraviglie, il mondo d'arte che - una foto dopo l'altra, uno studio dopo l'altro, un viaggio dopo l'altro - Federico Zeri era riuscito a costruirsi tutt'intorno. Certo, ti mancano quelle sue battute, le sue invettive, le sue galoppate colte da uno stile all'altro ma, cliccando cliccando, ci si può anche perdere a inseguirlo di nuovo in questo che è l'archivio fotografico privato di pittura italiana più grande del mondo. E anche, riuscire a divertirsi, zigzagando, tra le mille e mille 'Vergini in trono' che ha collezionato, e le 'Annunciazioni', i 'Battesimi di Cristo', la foresta di 'Crocefissioni', i 'Santi' e tutti quegli amori sacri e profani che hanno fatto la nostra storia dell'arte. E' il Pantheon privato del professore, questo: gran protagonista delle prime novantamila sue fotografie digitalizzate finora. Altre 200mila immagini della colossale fototeca d'arte che Zeri aveva collezionato in tutta una vita e ordinato in 10mila cartelle, finiranno in rete nei prossimi anni: altra pittura, altra scultura (15971 foto), l'architettura (8806 immagini), l'archeologia (3605 tra foto e disegni), miniature (5527 riproduzioni) e l'arte applicata che ha un suo fondo straordinario di 18mila immagini. Ogni sua foto sarà schedata, con nome dell'autore dell'opera (quando c'è), ma anche di chi l'aveva fotografata, di chi l'ha posseduta, di chi ce l'ha oggi, di quando è andata perduta, se è esposta oppure no.[...]" (da Sergio Frau, Federico Zeri. Va in rete un record universale: la fototeca di Babele del Maestro, "Il Venerdì di Repubblica", 12/09/'08)
L'inchiostro variopinto di Federico Zeri (Longanesi)

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