martedì 2 agosto 2011

La prima volta


"Come le crisalidi che diventano farfalle in una notte, Paloma è una ragazza ancora bambina che nell'arco di poche ore si scoprirà donna. La prima volta è la storia di una metamorfosi ambigua e tormentata, il pericoloso passaggio oltre la linea d'ombra, verso l'età adulta. L'ennesimo romanzo adolescenziale - filone narrativo sempre prolifico - ha il pregio di essere scritto in questo caso da una vera adolescente, la quindicenne Carmen Bramly. I due protagonisti, Paloma e Pierre, si ritrovano a fine dicembre sull'isola di Bréhat, dove trascorrono ogni anno le vacanze. Niente però è come prima. «Non potendo fuggire in eterno da ciò che spero e allo stesso tempo temo, mi interrogo sulle mie reali intenzioni», esordisce lei mentre si prepara per andare alla festa di Capodanno. Amici d'infanzia di lunga data, improvvisamente estranei l'uno per l'altra, Paloma e Pierre abbandonano per una sera l'innocenza e sperimentano una nuova, dolorosa consapevolezza.
Il debutto letterario della giovane studentessa ha suscitato l'anno scorso consensi di pubblico e di critica, qualcuno ha addirittura scomodato Françoise Sagan che firmò a soli diciotto anni il suo bestseller Bonjour Tristesse. Figlia d'arte (il padre è lo scrittore Serge Bramly), la studentessa dell'esclusivo liceo Fénelon di Parigi ha già finito il suo secondo romanzo che uscirà in autunno.
A quindici anni il mondo è così spietato come lo descrive? «Forse non proprio spietato, ma sicuramente siamo costretti ad attraversare momenti difficili, dolorosi. Capita di sentirsi stranieri nel proprio corpo. Alcuni giorni non riesci a riconoscerti. È un periodo nel quale passi costantemente da un estremo all'altro». Paloma e l'amico Pierre appartengono alla generazione degli "indignados", i giovani che non intravedono un futuro? «L'avvenire ci sembra ostile. Il mercato del lavoro, per come ce lo presentano i professori, assomiglia a un mattatoio. Cerchiamo di sapere se avremo diritto alla pensione ancor prima di aver fatto la maturità. Il romanzo si svolge nell'arco di una notte, e non ho voluto determinare troppo i miei personaggi. Ma è vero che anche loro, come tutti i ragazzi di oggi, sentono che sono tempi particolarmente duri per i giovani».
La prima volta è una storia di passaggio, alla ricerca della maturità? «Lo definirei un romanzo di iniziazione. In poche ore, Paloma e Pierre evolvono, crescono, imparano a diventare un po' più adulti. O forse, solo meno bambini. Non avrei saputo raccontare il passaggio alla maturità. Per forza. Alla mia età, non ne so ancora nulla».
Il gioco della seduzione tra i suoi personaggi è sempre in bilico tra amore e sesso. «Non devono scegliere. Per come la vedo, amore e sesso restano legati, anche se non è sempre chiaro quale venga prima. Immagino, però, che una relazione sana debba includere entrambe le cose».
Paloma è una ragazzina prudente e audace, timida e stravagante. «Oscilla tra gli opposti. Rispetto a Pierre passa dall'amicizia platonica alla passione. Nel titolo originale in francese, Pastel Fauve, ho voluto esprimere quello strano miscuglio tra la dolcezza dell'infanzia e la vivacità dell'età adulta».
In che momento della giornata scrive? «Di solito mi alzo presto al mattino e scrivo prima di andare al liceo. Oppure, la sera e durante i weekend. In ogni caso, i miei personaggi non mi abbandonano mai, vivono sempre in un angolo della mia testa». Avere un padre scrittore l'ha aiutata? «I miei genitori mi hanno insegnato presto il rispetto dei libri. In casa vengono considerati esseri animati di cui prendersi cura. Il gusto della lettura è stato naturale. Già da piccola ho incominciato a scrivere. Raccontavo storie di fantasia, spesso mettendomi al centro di avventure straordinarie».
Perché il romanzo è dedicato a Pete Doherty? «La musica è un elemento primario nella mia vita, non ricordo un giorno senza aver ascoltato una canzone. Nel lavoro di scrittura, la musica mi porta verso l'atmosfera propizia: sarebbe impossibile farne meno. Amo molto Doherty, come pure Amy Winehouse. Per molte ragioni, ma una soprattutto perché sono trai pochi cantanti che non ascolta anche mio padre. Anche se hanno influenze del passato, appartengono solo alla mia generazione».
Di cosa parlerà il suo nuovo libro? «È la storia di Doodoowa, sedici anni, rimasta sola nel mese di luglio in una Parigi canicolare. Parte per una sorta di road trip con un ragazzo di vent'anni conosciuto durante una festa. Insieme viaggiano da Parigi a Londra, per poi immergersi nella campagna normanna. Rispetto al mio primo romanzo, ci saranno più personaggi e colori»." (da Anais Ginori, La scritrice Carmen Bramly, "La Repubblica", 30/07/'11)

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